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Fummo profetici quando alcuni mesi fa, in occasione di una puntata di BIT – La tecnologia resa semplice, ebbi modo di approfondire insieme all’Innovation Manager di Wonderlab, Dario Guadagno, e all’Ingegnere, nonché collaboratore della nostra startup, Antonio Testa, le dinamiche e le potenzialità che Realtà Aumentata e Virtuale hanno oramai assunto nel nostro quotidiano. Era il 12 giugno. L’innovativo format lanciato sulle onde web tramite i canali social di Wonderlab dedicò un focus specifico verso un’iniziativa quantomai ambiziosa, in un periodo difficile per il mondo dell’arte e della cultura contemporanea: la possibilità di fruire, tramite un visore di Realtà Virtuale, di un percorso specifico tra le opere più celebri di Van Gogh, in occasione di alcune specifiche mostre dedicate al pittore olandese tenutesi a Napoli e Salerno.

 

Defraudato dalle conseguenze ancora tangibili con cui la pandemia Covid sta mettendo in ginocchio il proprio serbatoio creativo, i musei hanno deciso di tendere la mano al futuro. In soccorso alla più grande crisi registrata dal secondo conflitto mondiale, i Paesi Bassi si insediano nell’ampio dibattito che lega cultura e tecnologia. E chi se non loro, verrebbe da dire. Un Paese che ha sovvertito le leggi della fisica, riuscendo ad azzerare il disavanzo uomo-natura e ad annullare la poco consona collocazione geografica, che vede il 21% della popolazione insediato in un territorio “sotto il livello del mare”. Praticità: è questo il termine che meglio inquadra l’Olanda e il suo popolo.

 

E l’Olanda non poteva che essere pioniere anche in un ambito traumatizzato come quello artistico-culturale. È ufficialmente online, infatti, il Van Gogh Worldwide, un macro database che contiene circa mille opere realizzate da Vincent Van Gogh. A dar forma ad un progetto di così elevata risonanza e prestigio è stato il felice connubio tra il Van Gogh Museum di Amsterdam e il Kroller Muller Museum di Otterlo, due tra i più importanti centri culturali olandesi e detentori di un cospicuo numero di opere del celebre artista nato a Zundert nel 1853. Il Van Gogh Worldwide rappresenta una piattaforma di altissimo profilo accademico, che unisce informazioni di carattere storico ad immagini in alta risoluzione delle opere di Van Gogh. Tra un dipinto e un disegno, raccontati con meticolosa scrupolosità attraverso specifici dettagli (provenienza, storia espositiva, informazioni di carattere tecnico), emerge una delle principali caratteristiche che il database fornisce ai propri fruitori: il collegamento della singola opera alle lettere dell’artista, passaggio fondamentale per comprendere stile e metodologia della sua impostazione pittorica.

 

L’iniziativa, che ha già riscosso il parere favorevole di pubblico e critica, non si limiterà all’esposizione attuale delle opere. L’obiettivo è quello di implementare la collezione con l’inserimento di tutte le produzioni di Van Gogh. Un obiettivo che si stima di realizzare entro il 2021. Il sito del museo interattivo, al momento in lingua inglese e olandese, è visitiabile attraverso il sito www.vangoghworldwide.org.

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